32. Vita da strega

Nella vita di un soprano freelance, come me, accadono cose molto particolari quasi magiche, perché lo spettacolo e il teatro sono luoghi al confine, con essi si percorre un istmo di realtà proiettato nei regni della fantasia! 

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Ed è lì, sulle tavole del palcoscenico, che nascono i personaggi e li che si può essere tutto e il contrario di tutto, ed è li puoi essere tu e non tu… cioè un tu che sei tu, ma che non saresti mai tu davanti a chi conosci e, forse, neppure davanti agli sconosciuti, e, peggio ancora, davanti a te stesso, davanti all’immagine che tu ti sei fatto di te.

Comunque, dopo molta canora esperienza e kilate di concerti, le tipologie dei personaggi cominciano ad appassionarti e inizi anche a scegliere, a preferire: le regine così forti e regali (con una sfiga dopo l’altra per riavere la corona perché c’è sempre qualcuno che gliela frega), le cattive così subdole e crudeli, le servette sempre argute e simpatiche e furbette, le innamorate cretine – categoria che detesto – (ma se non ti vuole che cavolo insisti a fare??). E poi i paggi, le vecchie e tanto, tanto altro, ma c’è un personaggio che li racchiude tutti: la strega!  

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Nella mia vita di soprano free lance, le streghe arrivarono dopo un decennio in cui mi ero abbonata al personaggio della servetta scaltra, quindi alle varie Despina, Serpina, Zerlina, Susanna, Barbarina, Zerbinetta e altri nomi –ina ed –etta non dissimili da quest’ultimi.

Onestamente, vi dirò, o gentile pubblico, mi ero anche un poco rotta le scatole di tutti questi acutini vari e ariette frivolette, costumini con le ampie scollature e le cuffiette in testa; anche perché, alla fine, una vera evoluzione intima del personaggio non c’è. Entri ed esci dalla scena sempre uguale, al massimo con qualche palpatina sul sedere in più da parte del collega maiale.

Ma, ad un certo punto, però, avvenne un cambio di rotta dovuto forse all’età o forse, sono più propensa a crederlo, alla Mano Divina che tanto avevo invocato le mie preghiere.   

E così mi imbattei nella mia prima strega, e da lì fu un crescendo! Tra concerti teatrali e festival barocchi!

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Palazzo Ruspoli, Cerveteri – Ensemble Giovanile Barocco, 2013

Ah, il Barocco! Il Barocco, signori, offre mille opportunità per magheggiare! Ed è solo con barocco che si può creare un canto “alcinesco”, ingannevole, seducente, fascinoso, mutevole, e io amo l’originalità e l’agilità vocale! 

Ah, sempre meglio che fare sempre moscia Zerlina, o Serpina dalle solite due arie “Zitt, Zitt, Serpina vuol così” o quella rammollita Gilda! INSOPPORTABILE!! 

E le bacchette poi, non quelle magiche s’intende, ma quelle dei direttori, hanno sempre un occhio di riguardo in più per questo personaggio libero e spregiudicato, che piace a tutti questa è la verità!

Una strega, sinceramente innamorata o sinceramente adirata, è capace di compiere atti incredibili! 

La strega è una donna molto più libera, in grado di esprimere sentimenti prorompenti e dando all’ interprete (cioè a me, che sono il vostro soprano free lance preferito) la possibilità di modulare nel canto mille sfumature emotive e mille colori, diventa estremamente interessante! 

Una strega è una donna incontrollabile dalla razionalità maschile, una creatura altra, senza freni inibitori, una donna libera da quei cliché comportamentali che una donna normale, cioè al potere costituito sottomessa, deve avere.

Quindi è ovvio che non si fa mai una bella fine!! Eh, vabbè chi se ne frega??? Me la sono goduta… tanto me pagano ugualmente!

Ed ecco, eccola Borin in vita da strega!! 

Eccola vestire principalmente i panni di Medea? No. Norma??? No. Morgana???? No! 

A me, so capitate le streghe barocche: Alcina e Armida! Ma come chi sono?? Sono due Guest Stars queste due Alcina e Armida, due dritte, due grandi, due personaggioni!!! 

E poi che bella musica!!

(Squillo del telefono) Buongiorno sarebbe disponibile per un concerto di arie barocche? 

Eh, certo! Ogni volta che potevo, zac ci mettevo la cantata coi violini con Alcina o, se c’era la barok-orchestra, ci piazzavo qualche aria qui e lì tratta dalle varie opere: una meraviglia! 

Con Alcina è stato amore a primo suono, tanto che ci ho pure registrato un disco! So che non va più di moda con tutto questo i tech, ma vuoi mettere vedere la copertina con il tuo nome?

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Titolo: La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina, in quattro scene composto in musica dalla Francesca Caccini ne’ Signorini Malaspina.

Rappresentata nel Poggio Imperiale presso la Villa della Serenissima Arciduchessa d’Austria  Granduchessa di Toscana al Serenissimo Ladislao Sigismondo Principe di Polonia e di Svezia, in Firenze. Su un libretto di Ferdinando Saracinelli, balì di Orvieto, il 3 febbraio 1625. 

(Bei tempi) quando i ricchi investivano in cultura… e quindi che figata!! 

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Non solo mi chiamarono a fare la protagonista, ma si trattava persino della prima opera scritta da una donna, ovviamente italiana…che gusto!

Francesca Caccini, la Francy, nata in una famiglia di musicisti, andò con la truppa Caccini a seguito di Maria de’ Medici Regina di Francia perché le regine, una volta, si portavano dietro non solo i vestiti, le scarpe e la servitù, ma anche gli artisti! 

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E qui la storia di Alcina si intreccia nella storia con la S maiuscola e sarebbe da raccontare, ma non abbiamo che pochi minuti, quindi, vi basti sapere che la storia si intreccia dal 1625 in una catena di eventi e rappresentazioni che portarono al 10 novembre 2016 con la Borin!

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Ah, che bella esperienza fu al Gonfalone di Roma, una sala meravigliosa in via Giulia tutta affrescata che cantarci dentro è stato un gusto! Odore di polvere, luci soffuse, tutto era pronto prima del concerto, strumenti antichi accordati, pure il liuto! Ricordo ancora l’emozione che dirompeva dal mio petto, un sentimento concentrato e scalpitante. 

Sala Gonfalone

Come un cavallo ai box prima della corsa, ero pronta ad esplodere al primo accordo d’inizio, avrei dovuto implorare amore, maledire, parlare con le sirene, evocare piante magiche, mostri volanti, ascoltare pastori canterini e poi dialogare con lui, il ganzo cavaliere Ruggiero! 

Come chi è? 

Ma dai, sto parlando della storia di Alcina, raccontata nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Orlando Furioso

Sì, proprio quella roba strana che si studia scuola e non ci capisci mai niente, scritta in quell’italiano in versi incomprensibile che, passata l’interrogazione, manco ci pensi più. 

E invece no, arriva la Borin a ricordartelo! 

Anche perché poi con l’arrivo della maturità, questa storia ti piace! 

E chi se ne frega se devi fare uno sforzo per l’italiano, l’ arte vera è questa, (mica Fabio Volo), quindi vale la pena! E poi, infondo, e sì che ti piace, ti piace! 

Perché? 

Ma perché è geniale e poi perché è fantasy: va di moda!! Draghi, streghe, cavalieri, ippogrifi, specchi magici, pozioni fatate, gente che vola… Rowling (autrice della saga di Harry Potter), pure il fantasy è Made in Italy!!!  

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Una storia fighissima e con la musica diventa ancora più variopinta!

Qualsiasi sia la musica Antonio Vivaldi, Hasse, Tommaso Albinoni, quando interpreti Alcina, ti puoi sfogare. 

Ah, come è bello trasfigurare il volto del tuo povero collega, controtenore di solito, un mal capitato che si becca i tuoi sguardi di fuoco perché hai deciso di visualizzarlo con il tuo ex… 

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Alcina, ha un canto fascinoso, incazzoso a volte! E quindi ci piazzi gli acuti e i gravi, e qualche bella maledizione!! 

Alcina vive su un’isola bellissima, un’isola posta al di là delle colonne d’Ercole, cioè lo stretto di Gibilterra, insomma, ve lo dico, secondo me erano le Canarie! 

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Comunque, mica scema! Alcina sa trasformare in animali o piante gli innamorati che non le vanno più a genio, come succede al cavaliere Astolfo, che viene trasformato in una pianta di mirto e poi lei se lo beve. Ah, ah, ah, no, scherzo!

Comunque, ma vi pensate che figata? Trasformare gli amanti infedeli e crudeli… in cicoria!!

Marco? Zac, e diventa un bambù, Federico? Zac e diventa un carciofo (bah, carciofo lo era già …) Filippo? Zac e diventa un insetto stecco!! 

Ma, disgraziatamente, Alcina s’innamora di Ruggero che in groppa all’ippogrifo è arrivato fino alle canarie e vuole salvare Astolfo! E lì si frega, ah donne! Mai innamorarsi del ganzo che poi sono dolori! E poi, se non lo sapete, ma Alcina in realtà è vecchia, brutta e sdentata, se deve sistemare se vuole conquistare il suo Toy Boy, e grazie ai suoi poteri magici, appare come una giovane donna bionda, come me!

Borin, sei mora.

Ah, ok, la rifaccio. E grazie ai suoi poteri magici appare come una giovane donna mora! Come me! 

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Essere Alcina ha un sacco di vantaggi, sei magica. Ah, finalmente posso mangiare quanto mi pare, smettere di spendere i soldi dal dentista e averci il più figo del villaggio con il mio elisir d’amore. 

Alla fine, Ruggero riesce a scappare con l’aiuto della maga Melissa (sta traditrice) che gli mostra le vere sembianze dei Alcina! Ma come ti sei permessa di rompere il mio incanto???

Eh, già al Gonfalone alla fine Melissa mi ha fregato il ganzo Ruggiero, alla fine hanno vinto loro! Però gli applausoni me li sono beccati pure io!!! E pure di più!

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I concerti stregoneschi sono speciali, ti vestono con costumi fantasiosi, gioielli particolari, trucco originale! E non solo mi sono divertita con Alcina, ma anche con Armida! 

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Ma come chi è? Allora n’avete studiato niente!

Ma come? è la super strega della Gerusalemme liberata, di… Torquato Tasso!
Eh, lo so che se fa confusione tra Ariosto e Tasso, a volte sembrano la stessa persona, perché pure di questo poeta non si capisce niente quando scrive, canti e versi… è un casino con Goffredo  di Buglione, i cavalieri e tutti questi nomi strani: Tancredi, Clorinda, Bradamante… Ci credo che è diventato matto, si nascondeva dietro le tende per paura di essere fatto fuori e poi, stava sempre a cancellare quello che scriveva.

Si, però poi l’ha finito ed è una figataaaaaa!! 

Gerusalemme liberata

Andando su Wikipedia leggiamo il suo identikit:  

Armida: Professione Maga

Affiliazione: Eserciti mussulmani e Forze infernali

Miii, mi faccio paura da sola, e in effetti i fulmini e le tempeste le fa muovere, le maledizioni le manda, i mostri li comanda… beh… una strega di tutto rispetto!

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Nipote di Idraote (e chi è…), signore di Damasco (non mi chiarisce le idee, ma siamo in Oriente… Google Maps?), Armida è una giovane donna, dai capelli biondi e ricciuti, di carnagione pallida e dalle labbra rosse, di incantevole bellezza (magari) al punto che l’autore arriva a dichiarare che sia la donna più bella mai vissuta sulla terra (beh, dai.. in effetti…). 

Nonostante la giovane età (in effetti uso un’ottima crema viso), Armida possiede un’intelligenza esperta (…è vero) e un animo vigoroso (verissimo), ed ha uno straordinario talento per le arti magiche (magari, che mi sarei già procurata il biglietto di turista per sempre).

Le capacità di Armida, capacità superano persino quello dello zio (…ma mio zio quale? Il dentista, l’ingegnere o quello che lavora alle poste?)

Possiede un carro magico (Giorgia sei un carro magico, l’avevo detto io!!!) * in grado di volare, simile a quello di Ismeno (…non chiedetemi chi è andatevelo a cercare)

Manipolatrice astuta e dotata di carattere spigliato, abile nel parlare e nel simulare sentimenti, Armida è tuttavia anche capace di emozioni trascinanti e incontrollate.

Insomma, datti una calmata, che sono una brava ragazza io!

Borin, ma basta questa è finzione, che cosa continui a fare paragoni con te?

Giusto! Ma comunque è sempre un gusto fare la parte della strega… te sfoghi, fai la pazza, ti liberi di qualche rospo in gola, e te la godi.

Insomma, tra acuti, sfoghi nelle zone gravi e cavernose della voce, belle melodie patetiche, invocazioni di mostri, sì, che dai mostra delle tue capacità canore e interpretative e quindi non vale una servetta quanto una strega. 

Ma, per un soprano freelance, come me….  l’avventura non finisce qui!! 

Infatti, avvenne un giorno in cui arrivò la solita telefonata, e m’imbattei nell’impresa di interpretare una strega vera … o così pare che fosse

Una stria di paese, di quelle che curano le bestie, tolgono il malocchio e fanno segnature: Rosina Bonato, classe 1884! 

Fu un’avventura fatta di coincidenze e racconti, incontri e alchimie, musica magica, ritmi incalzanti e colori cangianti, formule antiche sigillate nella memoria di chi c’era e di chi ha sentito, erbe magiche e racconti fantastici… ma questo ve lo racconto nella prossima puntata che la notte di San Giovanni è ormai passata!

Alla prossima.

*Giorgia è il nome che ho dato alla mia fida autovettura.

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Alessandra

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