17. Il mio primo palcoscenico, andata e ritorno

Avere un teatro a disposizione a scuola, un teatro di quelli veri con palco sipario e fondale dipinto, non è da tutti! Io ho avuto questa fortuna, e forse, anzi, quasi sicuramente, starci sopra sin da piccola ha influenzato tutta la mia vita!

alessandra-borin-il-mio-primo-palcoscenico-00

Questa scuola dei sogni dove sin dall’asilo si coltivava l’arte della musica e del teatro al pari delle altre materie è la scuola Agazzi di Vibo Valentia, e con orgoglio posso dire che è stata la mia scuola elementare e…

Oh, aspetta n’attimo! Vibo Valentia? Ma chè sei ‘na zingara? E la tu madre è siciliana, e il tu padre veneto, te sei de Roma… e mò ci fai in Calabria?

Vibo Valentia

A cara, sapessi, i miei sono due tipetti originali, ma questa è un’altra storia.

Io invece adesso ti voglio raccontare di un fatto straordinario, una di quelle coincidenze spazio-temporali, della mia vita di soprano free lance, che sono quasi incredibili, un dietro le quinte che sa di magia!

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Ebbene, torniamo indietro nel tempo: la piccola Alessandra sebbene fosse nata a Roma

Roma è la mejo!!!

Viveva a Vibo Valentia, nella splendida Calabria, crescendo tra recite, balletti e rappresentazioni, costumi, scenografie.

recita scolastica

Alla scuola Agazzi avevamo la nostra maestra Marilisa e pure il maestro di musica con la chitarra, tale Antonio, e anche un’altra maestra al pianoforte!

recita scolastica

Mi divertivo un sacco e c’era sempre un fervore creativo di spettacoli recitati, cantati e pure ballati che duravano anche due, tre ore, con movimenti e scene da imparare rigorosamente a memoria.

recita scolastica

E se magnava pure bene, te ricordi la signora Anna, la cuoca?!

Oggi sei davvero impertinente! Stai zitta!

Dicevo, ma il tempo passa e la piccola Alessandra cresce.

Non d’artezza, però!

Conosco gente, faccio cose, cambio città: medie, liceo, studio, università, studio, Venezia, amici, feste, sbronze, esami, studio, conservatorio, studio, diplomi, studio, teatro, prove,  esperienze, studio, inizio ad usare internet, fidanzati antipatici, amici temporanei, amici veri, amici, nemici, amici scomparsi, cuori infranti, laurea, studio, diploma, concerti saltati, concerti rubati, studio, concerti, studio, secondo diploma, nasce Facebook, studio, audizioni, studio, viaggi, concerti, spettacoli, concerti, viaggi, mi sposo.

Mi sposo? Aspetta!!! Stop! Troppo avanti regia!

Regia, cortesemente, può tornare indietro di qualche anno? Ancora, grazie. Ecco torna un po’ in dietro, al 2017. Grazie.

Ah! Ed eccola lì, la Borin. Regia, scusa, inquadra bene!

Ed eccola lì sul divano a legger…, ah, no! A cazzeggiare come tutti su Facebook.

Ma che non studiavi sempre tu?

Cara vatti a fare un giro, che mi stai proprio stufando!

Eccomi lì! E mentre stavo cazzeggiando amabilmente scorrendo nella home, un’immagine mi stravolge! Una foto del mio teatro delle elementari mi appare così, semplicemente davanti.

il mio primo palcoscenico

Un fulmine a ciel sereno, un tuffo al cuore, mille ricordi!

Oh, cavolo ma esiste ancora? Ma è… ma è … è piccolissimo! Io me lo ricordavo enorme.

Non mi trattengo e commento la foto: “Mi sem-bra-va mol-to più gran-de.

La risposta del figlio della mia direttrice, l’energica signora Ielo, Giovanni, ormai alla guida della scuola fu quasi immediata.

“Abbiamo visto la tua bella carriera, complimenti, e questo teatro è ancora qui che ti aspetta”.

Oh, caspita! Mi ha risposto!

Mi ha risposto? Si ricorda? Ma come si ricorda? Ma era un ragazzetto, eravamo piccoli.

E ora? E poi?

E poi, ovvio, sono persone del Sud, mi organizzano un concerto per il 7 maggio di quello stesso anno!

Mi organizzano un concerto? Ma vi rendete conto?

E mica solo lì, nel teatro della scuola, pure nella sala antica della biblioteca del palazzo della città!

E mi trovano Salvatore, l’unico clavicembalista del circondario. In Calabria mica è come in Veneto che hai mille clavicembalisti per metro quadrato!

locandina concerto di gala

E quindi, parto!!!

Quel viaggio fu come tornare indietro nel tempo, a metà tra sogno e realtà.

Il calore del Sole che solo al Sud ti accarezza la pelle in quel modo, le strade, che ricordavo enormi, erano piccole, e la mia altalena, il laghetto con i pesciolini rossi e poi la scuola era tutta identica e ne ricordavo ogni angolo, tanto che Giovanni ne rimase sconvolto, e io più di lui nel vederlo così grande. Nel senso, ovvio che la gente cresce, ma così, di botto, fa impressione!

E poi arrivò lui, lo vidi, il mio primo amore… il mio primo palcoscenico dove ho imparato a passeggiar su le tavole come direbbe il Tosi ¹!

Caspita! E adesso ci stavo appena, quasi toccavo il soffitto con un dito. E al centro c’era pure un clavicembalo fiammante ad aspettarmi. Mi sembrava il paradiso in miniatura!

E siccome non c’è paradiso che si rispetti se non se magna bene, nelle cucine della mensa scolastica c’era ancora la signora Anna ai fornelli, la mitica cuoca che si ricordava di me, cioè si ricordava della mia golosità più che altro, a cui ho chiesto il mio piatto preferito: la pasta con le patate e il sugo, che era una cosa insuperabile!!

pasta con patate e sugo

Che accoglienza, che opportunità del destino!

Mi sentivo come la Regina d’Inghilterra quando va in visita all’estero, erano tutti felici di rivedermi ogni momento è stato entusiasmante. E poi l’albergo in centro, la cerimonia a scuola, con tutti i bambinetti ad ascoltare la musica e una giornata con tanto di consegna targa e concerto.

concerto clavicembalo

Un bel concerto con il clavicembalo con la mia musica preferita!

Ho cantato i miei cavalli di battaglia in un programma che ripercorreva simbolicamente le città in cui ho vissuto, un omaggio alla mia vita a tappe, in giro per l’Italia, che me dovrebbero dare la maglia rosa ad onorem.

Oh, ci ho pensato per costruirlo!

Venezia con Monteverdi e Vivaldi. E poi la mitica Barbara Strozzi padovana e Antonia Bembo, donne musiciste anticonformiste tutto fuoco e ardore già nel Seicento e nel Settecento. E infine Stradella, un geniale compositore di Viterbo, altra città dove sono cresciuta.

Guarda che Stradella era de Nepi, non confondemo Roma con Nepi.

Ma sì, dai.

programma di sala

Quello che voglio dire è che in quel momento, cantando a Vibo Valentia, mi sembrava che il viaggio della mia vita fosse tornato alla tonica, per dirla con linguaggio da musicista, perché anche la melodia più bella, dopo tanto vagare di tonalità, poi, torna a casa, per confermare la sua essenza e poi ripartire verso nuovi orizzonti.

Facendo risuonare la sala con “consonanze stravaganti e note d’amore lagrime e follia” (che era il titolo del concerto) ho affabulato il pubblico con il mio modo, tra musica e racconti, con storie, vite di musicisti e suggestioni di sentimenti.

Tra quei volti che mi osservavano, scorgevo i sorrisi dei miei amichetti di un tempo, quelli che non scordi più, quelli che ami per sempre anche se non li vedi più Antonio, Claudio, Enzo, Salvatore e tutti gli altri. Mi divertivo un sacco a trasfigurarli, con un gioco di immaginazione, cercando nei loro tratti adulti, l’ingenuità degli sguardi infantili con cui ci eravamo salutati venticinque anni prima. Ed ero incredula nel vederli già uomini come per un incantesimo.

E poi lì, in prima fila, c’era pure la mia maestra Marilisa con un enorme mazzo di fiori colorati, tutto per me (l’hanno dovuta convincere a venire al concerto, perché non si ricordava chi fossi, lei che ne ha visti di bambini a botte di trenta alla volta! Ma alla fine si è pure ricordata di me durante il concerto, e ci siamo abbracciate con affetto!

Quel giorno è stato un trionfo su tutti i fronti!!

Ah, mia amata musica, ma dove mi porti? Che esperienze mi prepari! Come posso non amarti per come rendi la mia vita sempre nuova e sempre inaspettata?

Beata lungimiranza di certi educatori visionari che creano mondi di sogno per i bambini dove il canto ha lo stesso valore della matematica e dove ti fanno comprendere, sin da piccolo, che il teatro è poesia che si fa carne e che il quotidiano senza arte non ha senso perché poi ti manca un pezzo.

E lode, lode ai genitori che sanno vedere nella cultura una risorsa per i figli e non una perdita di tempo!

Tornando a casa dopo questa meravigliosa avventura musicale mi sono sentita come quando completi un puzzle di cui hai, sotto il divano, ritrovato l’ultimo pezzo che avevi perduto.

post Facebook scuola Agazzi

È proprio vero che nella vita ogni incontro ha un senso, tutto si collega anche a distanza di anni! Dopo questa esperienza mi è sembrato di aver ricevuto simbolicamente il permesso dal destino di andare ancora più avanti, di spingermi oltre con più consapevolezza e gratitudine.

Alessandra Borin

Infondo ha ragione la mia amica Violeta più profonde sono le tue radici più puoi far fiorire in alto i tuoi rami.

albero della vita

Alla prossima.

¹ Pier Francesco Tosi (Cesena, 1654 – Faenza, 1732)

Opinioni dei cantori antichi e moderni o sieno osservazioni sopra il canto figurato, Bologna, 1723.

Picture of Alessandra

Alessandra

Testo piccola biografia