9. Il Capodanno e la Musica

Siamo giunti nell’ultima settimana di dicembre, ormai dunque alla fine di questo 2020!

Ah, ah, ah, … e menomale!

Dai, non cominciare!! Allora, a Capodanno, si fanno i bilanci.

Ambè, stiamo a posto!

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Ma non bilanci in senso contabile, dai, insomma, non dal punto di vista economico, sempre a pensare ai soldi! Io parlo di bilanci di vita: gli incontri, gli obiettivi raggiunti, i concerti, i viaggi, le esperienze che ogni anno costellano le nostre vite.

Ambè, stiamo messi mejo, st’anno è stato proprio…

Beh, si dai, quest’anno è stato molto, molto… diciamo, originale! E, vista la situazione, gli artisti non è che se la sono passata bene, ma noi dobbiamo essere positivi, cioè pieni di speranza, cioè ottimisti! Infondo, insomma… cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, il cielo azzurro dietro alle nuvole.

Il tempo, si sa, aggiusta ogni cosa insomma: Pánta rheî os potamòs (in greco antico: πάντα ῥεῖ, “tutto scorre”).

Ma che dici, osso potamosso? Ma che ippopotamosso? Ma parla come magni!.

Ma no, che hai capito? Pánta rheî, è il detto di Eraclito, il filosofo greco! Cioè vuol dire che se anche se tutto è instabile, vi è una logica che è sottostante a questo continuo mutare degli eventi, c’è un’armonia profonda che governa il divenire perpetuo del mondo per un miglioramento continuo! Insomma, la luce vince sempre, è inutile lamentarsi, perché tanto non serve a niente.

Panta Rei immagine Capodanno e Musica

E poi, se sei un artista e sei creativo, dovresti essere abituato ad avere gente che ti da contro!

La zia che ti dice “Ma perché non vai a lavorare alle poste invece di suonare?”.

Oppure il vicino: “Ma suo figlio deve proprio suonare tutto il pomeriggio?”.

Oppure, il collega che ti fa le scarpe e poi il Governo che taglia sempre!!

Il nostro mestiere è perennemente attaccato all’incertezza: mi darà la nota? Il direttore mi darà l’attacco? Partirà alla battuta giusta quello lì della tromba? Perché non scende il sipario? Ma chi cavolo ha spostato le parti sul leggio?? Il Ministero ci darà i fondi quest’anno per il festival? L’assessore ci preferirà alla sagra della salsiccia???

La nostra sopravvivenza, cari amici, è dipendente dalla situazione generale, e se la situazione generale è una m****, bisogna resistere!! Che poi di situazioni così di m**** da quando è nata la musica ce ne sono state a centinaia! Che ne so: era il Seicento trovavi impiego presso un principe e boom: pestilenza! Fregato! Oppure era il Settecento lavoravi presso la corte di un re e pum:carestia! Fregato! Oppure, era l’Ottocento trovavi lavoro presso una chiesa e ppam: guerra!

Totò

Insomma, è successo un po’ a tutti!

Pensate al nostro amatissimo Vivaldi, si, quello delle Quattro stagioni (da Il cimento dell’armonia e dell’inventione:RV 269, RV 315, RV 293, RV 297), quello del Gloria (RV589). Cioè Vivaldi, mica uno qualunque! Uno di quelli che con il suo genio ha ispirato i tedeschi: e Bach e Mozart e Beethoven.

Chissà magari se fosse vissuto in questo fantastico (orrendo) 2020 avrebbe fatto dei podcast raccontando le sue avventure segrete con Anna Girò!

Ma s’era prete???

Sì, però, lasciamo stare! Oppure, avrebbe promosso su faccialibro un corso di composizione online, e invece, no! Oppure avrebbe organizzato un crowfounding per la sua sopravvivenza, e invece no! Il poveraccio ha vissuto nella metà del Settecento e quindi, senza mezzi, ci ha rimesso la pelle.

Perché dovete sapere che: il caro Antonio Lucio (Venezia, 1678 – Vienna, 1741), insegnava musica, ma lo licenziavano a giugno per riassumerlo a ottobre, come i precari di oggi della scuola.

D’estate che faceva? Componeva opere per i teatri e quando gli capita la buona sorte, va a Ferrara, si indebita per affrontare il viaggio, ma gli revocano il permesso di espatrio da Venezia. Allora si fa assumere da Carlo VI imperatore d’Austria, ma disgraziatamente, poco dopo il suo arrivo a Vienna, muore l’imperatore. Si proclama così il lutto nazionale e inizia la guerra di successione austriaca.

La futura imperatrice, Maria Teresa d’Austria, fugge in Ungheria e non pensa di certo al Nostro, e i teatri vengono chiusi per un anno! Vivaldi resta dunque senza soldi, senza mecenate, pieno di debiti, ma comunque ancora oggi la sua arte vive immortale non solo nella suoneria del caro vecchio Nokia 3310, ma in generale in tutti i concerti del Barocco.

E raccontala tutta, dillo che poi crepa solo in una stanza d’albergo, non sei confortante. Senti, qua mi basta il pane quotidiano, non l’immortalità.

Eh, ma era per dire! Insomma, dai, di sfighe è pieno il mondo, per cui tanto vale viversele bene, accettare gli eventi. È festa, è Capodanno… infondo non può andare peggio di così!!!!

Vabbè senti, a me il Capodanno piace comunque, mi è sempre piaciuto e poi c’è il mitico concerto.

Il concerto di Capodanno, che per me è stato sempre un appuntamento importante, anzi importantissimo. Era bellissimo durante le vacanze della mia infanzia alzarmi al mattino tardi e mettermi in pigiama davanti alla televisione a guardare la Wiener filarmonica (Wiener Philharmoniker), l’orchestra di Vienna, suonare in quella sala tutta dorata, con i lampadari bellissimi e tutti i decori i fiori di Sanremo e vedere una volta all’anno quel trombettista fighissimo biondo di cui ero segretamente innamorata, sperando che lo inquadrassero più tempo possibile, e sognare ad occhi aperti il mio futuro del musicista!

E anche Capodanno, aveva la sua colonna sonora! Trionfava il re del valzer Johann Strauss (Vienna, 1825 – Vienna 1899) con le sue polche e poi l’immancabile a Marcia di Radetzy dove il direttore d’orchestra di turno si girava verso il pubblico festante per far battere le mani!

Ma che? Pure gli italiani battono le mani?

Eh, si!

Ma come gli italiani battono le mani alla marcia di Radetzky? Maledetti traditori, ma che ve fate fregà dalla musichetta allegra?? Radetzki era ‘n maledetto! Sta musica venne scritta per la riconquista austriaca di Milano dopo i moti rivoluzionari del !!! Libertà dall’invasore! Libertà per la patria!!! C’è gente che è morta per la patria!! Quindi ‘ste mani mettetevele in tasca, eh?  Non si applaude l’invasore!!!!

Ah, il concerto di Capodanno e quelle immagini sulle note del Bel Danubio blu (An der schönen blauen Donau, op. 314). E poi, quando l’iniziativa è passata alla Fenice, quella parte d’Italia che stava sotto gli occhi del mondo con i colorati fiori di Sanremo si è tramutata in musica, e i valzer viennesi sono stati sostituiti con l’opera!

feldmarschall radetzky

Comunque, anche a me è capitato di cantare a Capodanno e non solo di fare da spettatrice.

Eh, ovviamente avevate dubbi?? Io ne ho fatte di tutti i colori e posso dire veramente di avere una vasta esperienza di esperienze, quindi per un Soprano freelance come me, cantare anche un concerto di Capodanno si è dimostrata una bella avventura, con la diretta tv e tutto quello che segue.

È stato molto divertente! Abbiamo eseguito persino una versione vocale del Bel Danubio blu, che avevo ascoltato da bambina… e in quel momento mi sembrava veramente di sognare!

Moti rivoluzionari di Milano

Anche se il mal di piedi mi sembrava davvero pungente: due ore di concerto, con tanto di conto alla rovescia sul palco e poi il panettone… abbracci e saluti con gente sconosciuta, che magari non vedrai più, ma in quel momento ami come tuo fratello e poi dopo la mezzanotte non resta che togliersi il vestito da sera, felice, sperando che l’anno che verrà sia ancora migliore di quello passato!!

E in quel momento, mentre vai verso casa, con il pieno di prosecco e di adrenalina in corpo, ti frullano nella testa, mille idee e mille progetti! Sogni che l’anno che verrà sarà un anno in cui la gente finalmente potrà scoprire il valore della musica, il valore dell’Arte e anch’io, per questo 2021, voglio fare questo augurio a tutti i miei colleghi ed a tutti i cittadini del mondo.

Spero, sì! Spero che si riscopra il valore sociale dell’Arte e la sua presenza necessaria nella vita di tutti i giorni. Mi auguro che venga compresa l’importanza che abbiamo noi artisti nel rendere umana questa umanità, che attaccandosi solo alla nuda vita, non può mai fiorire completamente perché, infondo, il valore di un’epoca si vede da quanto viene presa in considerazione l’Arte e la cultura.

Ambè, stiamo a posto!

Ma dai, sempre a brontolare, dai, pensa all’armonia delle sfere, siamo pure entrati nell’Era dell’Acquario, c’è stata pure una congiunzione di pianeti che non arrivata da 800 anni!

Ambè, semo messi mejo!

Beh, se allora non credi all’energia del cosmo, puoi credere alla scienza, alla legge dell’entropia, ai principi della termodinamica, si va sempre verso il meglio, è scienza che lo dice.

Ma parla come magni!

Insomma, taci, mia parte disfattista. Te fai come ti pare, io sono fiduciosa, alzo il volume della voce e con un acuto da soprano auguro a tutti Buon Anno!!!

Alla prossima. 

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Alessandra

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