81. Il soprano e la chitarra

Ebbene sì, tutti sappiamo che la musica è piena di brani meravigliosi e non solo ne è ricca oggi, ma ne ritroviamo un’infinità in ogni stile ed epoca. I repertori sacri, lirici, sinfonici, jazz, cameristici e persino s-pop traboccano di melodie superbe e indimenticabili!

Eppure, al contrario di quello che pensa la gente, neppure un super soprano freelance come me può permettersi di cantare tutto, ohimè!

Come detto, stradetto e ridetto –  e lo ridiciamo chissà che si capisca – bisogna abbattere questa coltre di ignoranza secondo cui se c’hai la voce canti tutto!

No! Non è così, ogni voce alle sue caratteristiche timbriche, la sua grandezza, la sua capacità di risonanza, la sua possibilità espressiva ed è quindi adatta ad un certo tipo di repertorio specifico!

Ed io, come ho detto, sono un soprano; e sono un soprano freelance, il vostro Soprano freelance preferito! Smettetela, dunque, di chiamarmi tenore!

Vuoi ascoltare il podcast letto da me?

Esatto, nelle ultime settimane mi è successo due volte e da parte di due uomini molto interessanti… capirete che è finita lì!

E, no io non canto “Vincerò”, che poi si intitola “Nessun dorma”!

E non canterò mai i brani da tenore e neanche quelli da mezzosoprano, neanche quelli da baritono e neanche quelli da contralto, anche se… anche se, ancora una volta vi stupirò con un’incredibile avventura dietro le quinte.

Ascoltate qui…

Correva il luminoso anno 2020 e a seguito di una serie fortuite di incontri, iniziai a collaborare con un chitarrista, che per una serie fortuita eventi era entrato in possesso di un repertorio raro e originale per soprano che ci spediva immediatamente, dritti dritti nel passato con un meraviglioso viaggio nel tempo nei salotti dell’Ottocento, parigini soprattutto. Che fortuna!

Eh sì, perché pochi lo sanno, ma la chitarra fu uno strumento estremamente importante, elegante e complesso da suonare.

La chitarra ha un grande e radioso passato di cui è rimasta solo la cenere e, direi, neanche quella soprattutto se si pensa a come viene impiegata oggi con quei quattro accordarci nei campi scout o intorno al fuoco per cantare a squarciagola!

Che già la parola squarciagola mi fa tremare le budella perché io (che sono un Soprano – il vostro Soprano freelance preferito) solo a immaginarmi di squarciare la mia gola mi sento morire. Aiuto!

Ma torniamo a noi, dicevamo che la chitarra per un certo periodo di tempo divenne la protagonista indiscussa della musica salottiera, inaugurando la corrente della Guitarromanie ovvero mania della chitarra.

Beh, più che una corrente era il titolo di una pubblicazione del 1820 di tale Charles de Marescot che poi definì quell’epoca felice.

Eh, già lo strumento – la chitarra – da piccino picciò si era evoluto emigrando dalla Spagna all’Italia e poi si era diffuso ovunque. Con i decenni si era ingrandito sempre più e anche la sua tecnologia si era complicata con l’aggiunta della sesta corda, con conseguente ampliamento verso il registro grave.

La chitarra da chitarrin tipo ukulele, era diventato uno strumento ideale per l’accompagnamento di arie e romanze e divenne protagonista!

Dunque siamo agli inizi dell’Ottocento, immaginate: gonne larghe, carrozze, qualche sprazzo di libertà di pensiero, pizzi, guarniti, merletti, cuffiette, ancora nessun bidet e tanta musica.

In questo periodo Vienna e Parigi sono centri culturali di grande richiamo ove si recano artisti e compositori e in cui la TRASCRIZIONE di pezzi operistici per voce e chitarra è un’abitudine, più precisamente detta prassi in un linguaggio musicologico.

Questa musica era destinata al pubblico che voleva riportare nel proprio salotto le belle melodie che si facevano in teatro.

E volete voi, dunque, con tutto questo fervore musicale nicchioso (mio neologismo che, dopo 80 puntate, mi consentirete… cioè di nicchia), non volete che io laBorin ovvero il vostro Soprano freelance preferito, non abbia nuovamente fatto un viaggio nel tempo?

Non volete che io abbia colto l’occasione per essere assolutamente originale, fashion e unica?

E infatti, eccomi li!

Come dove? Lì, non vedete?

Sono quel puntino di valore con lo speen sempre attivo, che girando qua e la cerca di dare nuovamente vita ad un salotto ottocentesco dove si eseguivano le più belle arie delle opere italiane di Mayr, Cimarosa, Zingarelli, Nicolini, Paer, Rossini che approdavano nei teatri stranieri portando il nome della musica italiana alto, verso la gloria.

Ovviamente queste arie avevano l’accompagnamento della chitarra quando traslavano e migravano dal teatro al salotto.

Quindi, signori e signori, direttamente dalle biblioteche di Monaco, Copenaghen e Dublino ecco a voi la musica che eseguirò. I trascrittori sono tutti musicisti dell’epoca di grande fama tra cui Giuliani che era il maestro di chitarra di Paolina Bonaparte la moglie di Napoleone, mica pizza e fichi!

Insomma, il progetto era lì, davanti ai miei occhi, già fatto, e scintillante: creare un bel disco ad eterna memoria di questa riscoperta modernissima che consiste nel portare un’orchestra in salotto.

Ma come fare un disco?

Beh, iniziamo!!!

Signori e signori direttamente dal cappello delle meraviglie ho trovato la casa discografica tra le più importanti d’Italia – la TACTUS – che mi pubblica il cd e me lo pubblica come World Premiere Recording!!!

E che vuol dire? Cari miei fruitori appassionati di musica spop (e non solo) sappiate che Word Premiere Recording vuol dire che sono stata la prima al mondo a registrare questi pezzi in tempi moderni, nonostante siano pezzi molto vecchi, e vuol dire che il brano viene eseguito per la prima volta dopo almeno 100 o 150 anni, che figata!!

Signori e signori direttamente dal cilindro delle opportunità e con la mia indiscussa capacità di grande imprenditrice volevo che questa registrazione fosse unica.

E così sono riuscita a trovare delle corde particolari, corde fatte in seta realizzate dal mio carissimo amico Mimmo che pensate di lavoro cosa fa? Fabbrica corde per strumenti e per tutto il mondo, un cordaio, un alchimista e sperimentatore che sono felicissima e onoratissima di aver conosciuto!

Signori e signori dopo le corde, bisognava trovare una chitarra adatta!

E allora via, in partenza, e andiamo a Carpi dove c’è un liutaio che convinto della bellezza e originalità del progetto, ha prestato una copia fatta da lui di uno strumento originale di quell’epoca cioè una copia di una chitarra di Etienne Laprevotte, liutaio francese.

E così sono riuscita registrare i brani con una meravigliosa fantastica chitarra storica, con le corde speciali e l’intonazione a 436 Hz.

Signori e signori, poiché erano quasi due anni che ci facevo concerti in giro i pezzi erano pronti sudati e rodati, bastava una sala di registrazione e premere click!

E così sfidando clausure e chiusura mi inerpicai in questo meraviglioso viaggio che aveva già le basi per essere un grande grandissimo successo, ma che – soprattutto – mi ha permesso di cantare (e qui veniamo al punto) arie originariamente scritte per altri registri, cioè per tenore e mezzosoprano!

Ah, che paradiso! Che fortuna, che meraviglia! Soprattutto perché ho potuto cantare uno dei brani da tenore che preferisco, sto parlando del brano di di Paolino dal Matrimonio segreto di Cimarosa (Pria che spunti in ciel l’aurora) al quale mi sono affezionata quando giovane giovincella ero in conservatorio a Venezia e c’era il mio caro amico e compagno di classe Deniz che lo cantava continuamente preparandolo per il suo esame!!  

Oh, che meraviglia! Che soddisfazione! Che felicità poterlo cantare con la mia voce da soprano! Praticamente è una magia, è una cosa impossibile, è una cosa impraticabile per un soprano… eppure a me è successa legittimamente, nella legalità…e non è stato l’unico caso.

Infatti, con il disco dal titolo “Belcanto” ho avuto l’opportunità anche di esplorare il repertorio del mezzosoprano!

Mia è stata la cavatina del Tancredi di Rossini Oh, patria… in due versioni diverse (una con le variazioni di Gentile Borgondio, celebre contralto che ebbe successo tra Vienna e Parigi nei primi dell’Ottocento). Ed ecco la Borin diventare l’eroe Tancredi che spasima d’amore per la sua bella Amenaide.

E non paga in questo disco – signore e signori – la Borin si traveste pure da Cenerentola! Eh si, le volatine di Non più mesta accanto al fuoco sono state mie, così come le note di Rossini trascritte da tale Roger Diaz, pensate che questo brano che fu pubblicato a Calcutta e dedicato al geografo, il maggiore George Everest, sì, proprio quello che diede il nome al monte!!!

Far rivivere e risuonare queste partiture in epoca moderna, signore e signori, è per me semplicemente entusiasmante, un piacere e un sapore che nessuna altro tipo di esecuzione mi riesce a dare.

Cari amici ricevere poi, per le mani un disco in carne ed ossa – cioè in plastica e metallo – che contiene tanta storia di vita, tante fatiche e tante prove è una gioia incommensurabile!

Ma la storia non è finita qui, anche la presentazione del disco al pubblico è stata meravigliosa curata tutta da me nei minimi dettagli!

Tutto è filato liscio a parte gli immancabili sassolini nella scarpa, ma è la vita!

Luogo prescelto: tra gli affreschi di una villa veneta meravigliosa, persino il sindaco di Vicenza è venuto a presenziare e presentare!

E poi è intervenuto il direttore della casa discografica il sig. Rossi, nonché Mimmo, il mitico e alchemico fabbricante di corde di Aquila Corde.

E poi articoli sul giornale, complimenti di tutti, sala strapiena…insomma, un successo.

La mia performance è stata eccezionale e devo dire che resta una delle più grandi imprese vocali che io abbia mai fatto nella mia vita e tutto da sola!

Sì, tutto organizzato da me, che sono il vostro Soprano freelance preferito e che sa fare cosa?

Portare dal sogno alla realtà ogni sua idea e senza l’aiuto di nessuno! Pensate che ho persino ritagliato per quella giornata i cartoncini con scritto riservato da mettere sulle sedie in prima fila.

Direte voi che è stato un bel trampolino di lancio? Sì!!!

E direte voi che con un materiale così eccezionale e con una così grande voglia di creare questo progetto mi ha portato dei risultati? Sì?

E invece no!  

Eh, già, che delusione!

Ma pazienza, purtroppo non tutti sanno guardare al di là del proprio naso!

Alla prossima (tanto non mi arrendo)!

PS per chi volesse il disco è in vendita nei vari siti.

Ringrazio con tutto il mio cuore chi ha creduto in questo progetto e mi ha sostenuto fino alla fine sognando con me orizzonti di gloria.

Immagine di Alessandra

Alessandra