In questa puntata di vita da soprano voglio raccontarvi tutte quelle curiosità da musicisti che riguardano l’innominabile, la terribile, la paventatissima sfiga!
Eh, sì, perché in una professione in cui sei sempre appeso al filo del destino, beh, non è una cosa da sottovalutare.
La iella fa parte da sempre del mondo del teatro, è un personaggio che si aggira oscuro e temuto qua e là, e, pure se non ci credi, un pensierino ogni tanto ce lo fai lo stesso e questo atteggiamento non è assolutamente da criticare giacché gli artisti sono creature indifese, in balia del caso.

Durante lo spettacolo che deve sempre continuare può accadere di tutto, l’imprevedibile è dietro l’angolo e non è sufficiente neppure aver provato dieci, cento, mille volte perché una semplice disattenzione, un mancato coordinamento, un improvviso malfunzionamento possono mandare all’aria mesi e mesi di prove.
E nella vita di ogni artista, questo si sa, l’imponderabile deve sempre essere preso in considerazione, valutando anche come reagire all’imprevedibile per far sì che lo spettacolo continui.
Ad esempio, se si rompe una corda ne ho una in tasca di riserva, e se non mi date quello, ho l’altro pronto in tasca.
Insomma, c’è sempre un pallone fuori campo disponibile alla sostituzione… Non si sa mai.
È per questo che si fa di tutto per allontanare quelle che possono essere le seppur minime possibilità di attirare la seppur minima sfortuna!

E infatti ogni qualvolta la prova generale va bene, sappiate c’è sempre l’ansia che l’errore per questione statistica, meramente statistica possa capitare proprio davanti agli spettatori!!!
Meglio prima che dopo! Ho conosciuto gente che a volte si sbaglia di proposito nella prova generale per evitare che tutto sia perfetto, in un momento in cui non serve.
Che dire poi dei vari metodi ben auguranti che si mettono in pratica prima dello spettacolo!
E qui vi do un consiglio: mai dire auguri a qualcuno prima di un concerto, vi detesterà dal profondo, vi odierà con tutto se stesso e farà le corna con la mano in tasca, appena possibile dopo che avete girato l’angolo.

Auguri, infatti, è considerata una parola da evitare accuratamente, come anche buona fortuna o buono spettacolo! Oddio: sono terribili.
Perché dunque dirle?
Cari amici e parenti, queste frasi sono ben sostituibili con in bocca al lupo, in c*** alla balena e la sempre verde m**** che, per sua intrinseca natura di origine storico sociologica, è sempre apprezzatissima.

Seguono poi prima dell’inizio grandi toccate di sedere tra tutti parteciparti assolutamente senza alcun fine sessuale.
Il palpamento di culo è un semplice rito scaramantico per cui ti ritrovi ad avere le chiappe tempestate da pacche nel buio del dietro le quinte, non sai da chi arriva né a chi la dai, ma non ci fai caso perché tutto fa brodo in quel momento pur di portare a casa sana e salva la pelle dopo l’acuto finale!
Ovviamente, la regola vuole che si debba essere in tre per volta, ma qui andiamo sul sottile e non so se posso raccontarlo troppo che poi la sfortuna si sente spoilerata e mi guarda troppo da vicino!

Continuando nel nostro elenco da addetti ai lavori, sappiate che sono da evitare accuratamente, inoltre, tutte quelle cose considerate per varie ragioni di cattivo auspicio come: il passare sotto le scale, trovare dei chiodi dritti in palcoscenico sul proprio tragitto (quelli storti invece portano fortuna) avere un abbigliamento sul palco sfoggiando i colori vietati, vietatissimi cioè tutte le sfumature del viola e inoltre rendo partecipi tutti del fatto che in teatro il camerino numero 17 non esiste perché è accuratamente sostituito dal camerino 16 + 1!!!

Il resto è a discrezione personale di ogni artista: corni cornetti nelle mutande: santini, rosario, fedi, segni scaramantici, amuleti di provata efficacia, gestualità rituali comuni e meno comuni che è meglio io non descriva per non offendere il pubblico decoro.
Tutto questo per cercare di arginare quella parte incalcolabile e non programmabile, non controllabile che si chiama futuro che potrebbe rovinare studio e reputazione in un batter d’occhio.

Per non parlare poi delle opere liriche ritenute porta sfiga come la “Fo*** *** *******”
Eh, ho capito Borin, ma così non l’ha capita nessuno! Dai che non succede niente… dilla dilla, che la gente lo vuole sapere!
Seee lo dici tu che lo posso dire, ma a me chi me l’assicura che poi non mi porta jella???
Ma dai, cosa fai? Lasci la gente con la curiosità?
E va bene, dai, ma la sanno tutti quella di Verdi, detta l’innominabile, tipo Voldemort. Non si può pronunciare, ti prego, ti prego!! E’ quella con Alvaro e Leonora, ambientata a Siviglia…
Guarda che la gente capisce male. Dici Siviglia e pensano al Barbiere di Siviglia!
Ma dai, Siviglia è una buona città per le opere… la usano in tanti!
Borin non divagare… allora qual è il nome di quest’opera porta sfiga?
Ok! La “Forsssss dssssss stinsssssssssss”…
Come? Ma dai, pronuncia bene!
La “Forza del destino”!

Basta, ti ho già detto troppo sono tematiche scottanti, io qua non rischio!
Ma dai Borin raccontaci, c’è solo questa o ce ne sono altre?
Beh, in effetti ce ne sarebbe un’altra, ma è per intenditori.
Ah, ottimo, dai qual è? Raccontaci!
Allora, si tratta della Ha****
Di nuovo con questa censura? Eh, dai, fatti forza!
No, no, no e no! Non la dico!!
Ma dai, dilla e non pensarci più!!
Ok, l’Halka di Moniuszko! Ma ora basta, basta, bastaaaa!!!

Che tensione signori essere dipendenti dalla Fortuna, dal Fato.
Che angoscia domare questo cavallo brado che è il Caso. Puoi farlo con la più grande attenzione e concentrazione ma lei, la sfiga, è lì dietro l’angolo che ti aspetta. Ed è ecumenica la sfiga!
Appena perdi il controllo, la stecca colpisce anche i più grandi senza ritegno né rispetto per gli anni di carriera né per i successi internazionali.
Oh, qui nessuno è al sicuro!
Ma mai arrendersi!!

Noi si cavalca il destino, noi ci lanciamo al galoppo, lancia in resta, per portare arte e bellezza con sprezzo del pericolo e fiducia incolmabile pur sapendo che la sfortuna non si può arginare, non si può evitare…perché lei colpirà ed è certo che colpirà!
E quindi cosa si fa? Qual è la soluzione se sai che colpirà?
Beh… di certo non si può arginare ma….
Dai Borin, dicci quello che pensi!
Allora se la sfiga non si può arginare… può sempre colpire un metro più in là!
Alla prossima



















































































