67. Il soprano e il baule

Quando penso alle grandi cantanti del passato come Giuditta Pasta, Vittoria Archilei passando poi da Anna Renzi a Francesca Cuzzoni alla Ciulla, me le immagino così: incipriate, imparruccate e intrepide, che solcano a suon di cigolio di calesse le disagiate strade italiane vagando da un teatro all’altro per fare la storia senza saperlo, viaggiando da un’opera da inaugurare all’altra da replicare, senza sosta e con ardore!

Che donne, che energia che spirito d’avventura per quelle epoche buie in cui la donna era costretta a gestire delle limitazioni notevoli della sua espressività… cioè, non che oggi sia meglio! Sì, insomma, vabbè … (stendiamo un velo pietoso).

Quando penso alle grandi cantanti del passato a volte mi domando, poi, come fossero i loro bauli, quanto pesassero e come riuscissero a farci stare tutto.

Eh, sì, perché – non so se lo sapete – ma queste grandi cantanti spesso girovaghe avevano un baule delle meraviglie sempre con loro, in cui tenevano non solo gli spartiti delle arie di battaglia (quelle che gli venivano meglio e che infilavano qua e là a seconda delle opere eseguite per farci bella figura e strappare gli applauso al pubblico comunque), ma anche vi erano anche dei costumi di scena, degli oggetti per essere intonate all’argomento trattato dal melodramma che poteva essere ambientato che ne so nell’antica Grecia o nella loro epoca.

Ecco dunque il baule aprirsi e si possono intravedere sandali, gonne, gonnelline, cuffiette, guanti, pepli con stoffe pregiate o raccogliticce, a seconda del budget.

Insomma, una volta il cantante lirico viaggiava completo di tutto: musica e rivestimento dello strumento.

Altro che jeans e maglietta, tanto trovo tutto in teatro!!!

Ah, ah, ah! No, non è per tutti!

Beate voi, perché io – il vostro soprano free lance preferito – sono all’antica!

Io mi ispiro al passato, sono una che ci tiene alle tradizioni e c’ho il mio baule!!!  

Eh si, cari miei, ve lo aspettavate? No? Sì? Grazie, grazie!

Infatti, si sa che l’arte vuole questo e altro, una preparazione completa dietro le quinte e una previdenza senza limiti nei confronti delle avversità, dei contrattempi della vita!

Infatti, un vero soprano freelance – come me – non solo è imprenditrice di se stessa – quindi canta, scrive e si trova i concerti –  ma si occupa persino delle attrezzeria.

All’opera!

Infatti, un’altra delle cose che un soprano freelance – come me – deve avere per essere definita tale è quello di avere un magazzino oculatamente costruito negli anni, una riserva pseudo infinita di tutto quello che potrebbe servire per la scena e fuori la scena

Questa esigenza trasforma completamente, poi, la tua mente!

A seguito di questo il mondo non è più il mondo che voi vedete, ma un immenso deposito, un’immensa miniera di potrebbe.

L’oggettività dell’oggetto in cui quello è e quello resta, non esiste; tutto potrebbe diventare qualcos’altro in una costante estasi alchemica trasmutativa di possibilità e relativismo!!

E, dunque, il vostro soprano free lance passeggiando per le vetrine o i mercatini dell’usato e del nuovo, io – il vostro soprano freelance preferito – guardo gli oggetti esposti non per quello che sono, ma quello che potrebbero diventare e se possono essere o potrebbero essere utili in scena.

Oh, guarda quel cappellino! Se facessi quel personaggio sarebbe molto utile. 

Idea! Guarda quella collana, se un giorno mi capitasse di fare quell’altra cosa potrebbe tornarmi utile!

Oh, senti, senti che idea! Guarda quel corpetto! Se un giorno dovessi fare quella cosa lì potrebbe essermi utile.

E così che, a furia di potrebbe essermi utile, ti ritrovi gli armadi pieni di beni per la maggior parte dei casi inutili e in quantità industriali!

Oh, se… Potrei… Potrebbe… ma bastaaaa!!

Borin, sei diventata compulsiva e datti una calmata con questi acquisti!

Ma non hai visto quanta roba hai???

Ma, ma, ma potrebbe!!!

Basta! Non puoi mica spendere tutti i soldi così?

Ti faccio l’elenco di quello che già hai magari ti calmi…

Cappello con veletta color fucsia, color nero e color blu (era un prendi tre paghi due), fiocchi per capelli, fiocchi per scarpe, fiocchi e cinture, cinturine, cinturette, cinturone, il boa di piume della nonna, collane di perle lunghe color verde chiaro/ verde scuro/ marrone/ nero/ bianco, guanti di raso di tinte diverse, otto diverse colorazioni che in base al vestito si possono abbinare.

Per non contare poi scarpe vintage con tacchi improbabili, a spillo, a rocchetto, pezzi di stoffa da trasformare in abiti chissà quando, ma potrebbero esser utili.

E poi ventagli con 12 diverse colorazioni e fogge e le famose piume di struzzo sempre della nonna (residuato post bellico delle acconciature anni 30) con cui mi sono adornata in un concerto qualche anno fa.

Non possono mancare piume di pavone, piume di corvo, con calamaio, un pennino, bocchino per le sigarette, quaderno anticato, occhiali d’epoca orecchini di tutte le forme, pinzette per capelli dorate, argentate brunite, vestiti da sera neri, rossi, azzurri, blu, chiaro, blu scuro, ceruleo, ottanio, oltremare, marroni, verdi, avorio, rosa, rosetto, rosa antico, rosa pallido con paillette, senza paillette e rose e fiori finti, ombrello anticato, ombrello trasparente, tappeti, scialli, scialletti e sciallini di pelo rosa/ bianco, mantelle di pelliccia, finta pelliccia, eco pelliccia e persino un paravento double-face!!  

E come non citare, poi, il bicchiere da concerto in vetro trasparente più elegante degli altri?

In modo che anche l’idratazione in scena venga fatta con classe!

Per non parlare poi dei momenti topici dell’anno: i saldi post capodanno ove si procede a passo sicuro e spedito per l’acquisto di ogni cosa che brilli o sbrilluccichi.

Altro che la caverna di Alì Babà, casa mia è meglio!!!

Ed esattamente come con le figurine quando eri piccolo tutto diventa un ce l’ho, mi manca, ce l’ho, mi manca e ce l’ho! Sì, ce l’ho!!!

Ah, che soddisfazione! Che appagamento sapere che una cosa quando serve, tu ce l’hai già!!!

E’, infondo, una segreta intima vittoria della PREVIDENZA sul CASO, ti fa sentire più preparato, più artista, un vero stratega dell’arte che riesce ad anticipare le esigenze future.

Questo sì, che è vivere in sicurezza!

E quando si parte in viaggio?

Beh, il calesse e il cavallo non ci sono più!

Il baule diventa la mia macchina che – non ci crederete – ma persino in tempi non sospetti è sempre ben fornita di cose che possono essere utili per i concerti degli altri, non si sa mai, ago e filo nero, casomai il vestito si rompesse all’ultimo minuto, un bottone, una lampadina da leggio con pile incorporate (casomai non si vedesse bene), le mollette da panni rigorosamente blu di taglia piccola perché nei concerti all’aperto ci può essere una folata di vento e, quindi, bisogna tenere salde le parti, un leggio pieghevole ma che dico? Due leggii, e se poi devi fare bella figura col collega non glielo voi prestare un leggio?

Ah, ah, ah, signori e signore, al vostro soprano free lance preferito nulla manca, perché tutto ciò di cui avete bisogno – io, da qualche parte – nascosto nel mio armadio, ce l’ho!!!

Ed è con questa sicurezza che affronto tutti i miei impegni, consapevole del fatto che – prima o poi – le cose acquistate mi saranno utili.

E non si butta via niente!!!

E non importa, infine, se a casa non c‘è spazio, se ho dovuto comprare un armadio a tre ante in più, se ogni cassetto straborda di cianfrusaglie, se ho dovuto acquistare mobili per riporre tutti questi oggetti… non importa!

Come, io fissata?

Come ti sembra sindrome da acquisto compulsivo?

Ma no, guarda, ti dico che proprio sono cose che servono!!

Non sei del mestiere e non puoi capire!!!

Ma sì, ora ho praticamente tutto… sì, mi fermerò!

(Squillo del Telefono)

Ciao cara, dimmi?

Ah, sono iniziati i saldi??

Arrivoooooooo!!!!!

Alla prossima.

Immagine di Alessandra

Alessandra