Or dunque, immaginatevi la scena: il vostro soprano freelance preferito bearsi in uno splendido, coloratissimo costume da bagno, sdraiata su un costosissimo lettino in plastica e appoggiata nel morbido asciugamano mare acquistato coi saldi dell’anno prima, che si gode il suono dello sciabordio dell’onde adriatiche sulla polverosa battigia conchigliosa, in una calda giornata estiva pensando ai casi suoi.
Ah, che pace e che relax!
Nessun pensiero, nessuno stress, niente tenori e niente mal di gola, in pace con il mondo sentendo solo il suono dei gabbiani, il vociare dei turisti tedeschi che occupano sempre più posto di quello che gli viene assegnato, le urla dei bambini che giocano fragorosamente sulla spiaggia.
Sono questi i momenti in la musica sembra così lontana, invece no!!!
Essa ti raggiungere di soppiatto, all’improvviso e con una scossa torni alla realtà del lavoro.
Oddio… chi sarà?

Sì, pronto? Buongiorno Alessandra avremmo piacere di proporla come artista per creare uno spettacolo – sotto forma di concerto teatrale – vorremmo dunque un suo lavoro sulla figura di Gaspara Stampa per i 500 anni della sua nascita.
L’occasione verrà portata avanti in una sinergia tra varie università come quella di Padova, di Venezia e di Brescia; per quello che riguarda Vicenza come Accademia Olimpica dedicheremo alla Stampa un’intera giornata di studi.

Come? Accademia Olimpica??
Beh, il mio cuore balzò dalla gioia!!
Qualsiasi impresa mi avessero offerto di fare, l’avrei accettata perché… oh, ma l’avete capito?
Si tratta dell’Accademia Olimpica!
Questi si sono inventati il teatro nel 1500 prima che il teatro esistesse in tutte le città del mondo, altro che Scala, altro che festival, mi hanno chiamata proprio lì dove tutto è nato!!!
Che onore per la Borin e che gioia! Che soddisfazione!!
Ma continuiamo con il contenuto della telefonata…
Si tratta di eseguire le musiche ottocentesche sui testi della stampa che dovrebbe riuscire a reperire delle biblioteche della nostra Italia, sappiamo che lei s’intende di questo… confidiamo nella sua professionalità. Se accetta, le auguriamo un buon lavoro e ci vediamo in novembre.
Ovviamente ho accettato!!!

E in quel momento non c’erano più né mare né gabbiani e né bambini né paonazzi tedeschi arrossati dal sole mediterraneo! C’erano solo le luci luminose dell’avventura affascinante che mi si paravano davanti, l’impresa che come un cavaliere della Tavola Rotonda mi chiamava a sé con forza e passione. Al galoppo!!!!
Risvegliatami dalla sbornia del primiero entusiasmo per la commissione ricevuta da una tal e tanta istituzione secolare e culturale, ritornai con i piedi in questo pianeta, ancora pigramente intento a godersi l’agosto canonico di ferie.
Bisognava costruire tutto dal nulla, quindi, andiamo con ordine!
Primo step: la musica.
La musica? E dove la trovo questa musica? Aiutooooo!!!
Ah, ah, no paura per la Borin – il vostro soprano free lance preferito – queste cose sono bazzecole!!!!
Dovete sapere che, frequentando ottimi canali, la vostra soprano free lance preferita è diventata un buon cane da tartufo.
Snif, snif la musica nascosta io la recupero nota per nota…e poi si sa, chi cerca trova!

Adesso perciò vi condurrò con me nel magico mondo delle biblioteche italiane, in cui fondi e fondi senza fondo occupano scaffali e scaffali tra la polvere dei secoli e l’oblio del tempo.
Quanta ricchezza!!!
Le biblioteche sono dei luoghi eccitanti, misteriosi, meravigliosi … per me sono dei luoghi stupendi con quella loro puzzetta pungente di chiuso e stantio, quei mobili di legno scricchiolanti e quei bibliotecari occhialuti dalla cortesia altalenante che custodiscono con affaticato e flemmatico amore tanta bellezza.
A volte però, le biblioteche sono dei luoghi irraggiungibili, a giorni di cammino da casa per cui i metodi di “reperimento” parti sono vari e vaghi.
Per questa meravigliosa occasione sono stati tre:
1 Richiesta direttamente alla biblioteca con pagamento previo invio delle fotocopie.
2 Reperimento attraverso le banche dati online che le suddette biblioteche hanno già messo in digitale tutto il loro patrimonio gratis
3 Sguinzagliamento del materiale umano.

Eh sì, in effetti c’è sempre quella biblioteca vecchio stampo che non ti manda le fotocopie, le copie anastatiche e che non ha messo niente online e ti dice, può venire negli orari di apertura!
Ma venire dove? Ma lo sai quant’è lontana Genova da casa mia?
E mo’ come faccio?
Ho bisogno di quel pezzo per lo spettacolo! Oddio che ansia, ma ancora il teletrasporto non l’hanno inventato??ma devo fare il viaggio, no??? Aiuto!
E poi, pregando i santi musicanti mi è venuta l’illuminazione.

Eh, già, il mio caro amico Luca quello dell’audizione di Parigi è proprio di quelle parti! Quasi quasi gli faccio un colpo di telefono…
Ciao Luca, avrei bisogno di un favore… come? Ah, sei a Monaco per un mese? Mi servirebbe un pezzo che è in biblioteca…
Si, si, certo mandi tua nipote? Ma grazie, grazie! Grazie mille!!
E così fu, questa eroica intraprendente bravissima gentilissima ragazza è stata colei che mi ha fatto ottenere il pezzo del puzzle mancate per raccontare a tutti la storia bellissima della poetessa Gaspara Stampa, classe 1523!

E così fu, raccontai la storia di lei e del viaggio instancabile che compie il sospiro dell’amate innamorato che, immortale, cerca l’oggetto del proprio amore su cui posarsi, dolcemente vagando attraverso il tempo e le epoche.
Come fiamma viva le Rime di Gaspara hanno acceso cuori e animi, acquistando di volta in volta nuova vita e donando linfa vitale all’eterno desiderio di raccontare l’amore, diventando punto di unione tra compositori che, pur distanti tra loro nel tempo, hanno trovato in questi suoi versi un’ispirazione comune.
“Se’i vento soffia non spegne la fiammella. Le liriche di Gaspara Stampa nei salotti ottocenteschi”: questo, proprio questo è stato il titolo che ho scelto.

E così, dopo aver dato nuova forma a quelle note dimenticate cantandone la melodia, e dopo aver intersecato i testi di Gaspara Stampa con le mie parole, intrecciando in alternanza di colori i suoni di un pianoforte e di un violoncello ho creato – assieme a splendidi colleghi musicisti – una storia fatta di parole e di musica che raccontava di donne coraggiose e uomini illusti e che ha emozionato anche me.

La verità è che le brave ragazze s’innamorano sempre di quello sbagliato, anche nel Cinquecento!
E nonostante i tempi oscuri e difficili per una donna, Gaspara rivendicò la sua indipendenza ed è nell’arte che questa donna trovò rifugio, esprimendosi con Rime e poesie, cantando l’amore e la disperazione, dipingendo l’uomo amato anche nella sua indifferente crudeltà.

Eh sì, infatti, Gaspara amò disperatamente e senza speranza il conte Collaltino di Collalto, un tipo altero un po’ “narci” un po’ cretino. E a tutte noi che abbiamo sofferto per amore ci consola che ad oggi, nella memoria dei più è lui che ci fa la peggior figura, mente lei con le sue poesie è divenuta parte imperitura e solenne della nostra letteratura al femminile.

All’applauso finale, caloroso e sentito, ho rivolto un pensiero di gratitudine a Gaspara, sentendomi nuovamente orgogliosa di aver dato voce ad una storia di vita tanto delicata e quanto immortale… perché, quando noi donne siamo innamorate, siamo tutte come lei, fiamme inarrestabili di passione che nessun il vento può spegnere.

Alla prossima
Ps: il baciamano finale con complimenti di un mio professore del conservatorio – intervenuto tra il pubblico – mi ha fatta sentire davvero felice… essere riconosciuti artisti da chi ti ha conosciuta allieva non ha prezzo. Evviva la vita.



















































































