63. Io e Alessandro Rossi

Nella vita di un soprano freelance, come me, si incontrano un sacco di persone, alcune sono vive altre sono morte …altre sono dei morti viventi!
Devo dire la verità che tra le persone con cui mi trovo meglio ci sono tanti, tanti morti!
Ma no!! Non nel senso di morti morti!
Morti nel senso di personaggi del passato, persone non più in vita ma che ancora riescono a comunicarci molto!!
Questi spiriti aleggiano in questo mondo di zombie con una vitalità che colpisce e sì, lo confesso, mi emoziona!
E così, il vostro Soprano freelance preferito non teme di piangere con lacrimoni a goccia sentendo parlare di questo o di quel personaggio storico e delle sue imprese valorose!
Oh, se potessi avere una macchina del tempo andrei a conoscere un sacco di gente… mi domando se poi gli starei simpatica o no?!
Uno di questi personaggi è il mitico Alessandro Rossi, un illuminato signore classe 1819 e vi voglio raccontare le due occasioni di incontro che abbiamo avuto io e lui!
Una è andata bene e l’altra male… cioè è stata proprio un fiasco – mio malgrado – ma si sa nella vita ad un soprano freelance, come me, non tutto va liscio come l’olio!!

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

0
Correva l’anno 2019 esattamente duecento anni dalla nascita del nostro eroe e tutta la cittadina di Schio ridente paesino veneto ai piedi del monte Pasubio si accingeva a festeggiare questo grande eroe, concittadino, industriale illuminato dedicandogli di tutto e di più… ovviamente senza incidere troppo nelle casse comunali: non si sa mai che a fare troppa cultura si faccia danno.
Eh sì, perché, questo Rossi fu un “personaggione”.

Infatti, mentre in Inghilterra i suoi consimili padroni di fabbrica sfruttavano gli operai con condizioni disumane in nome del dio denaro, lui no.
Alessandro Rossi creava qui e là giardini, scuole e teatri per i suoi operai facendo intervenire persino le prime parti del Teatro alla Scala di Milano, che da Milano si recavano a Schio per concerti!

Questi sì che sono gli industriali del mio cuore!
E poi ha ideato gli spazi mensa per quelli che venivano da lontano e permetteva alle donne madri di allattare i propri figli perché ovviamente aveva creato un nido all’interno della fabbrica.
Citando le sue parole “I nostri operai sono troppo abbandonati a se stessi, alle loro povertà e alla loro ignoranza. Siamo noi padroni responsabili della loro vita morale: noi dobbiamo educare e mutare la loro vita, farne vita civile di uomini e di lavoratori”.

E infatti, il buon Rossi, mandava i figli degli operai a scuola nelle scuole che aveva creato lui stesso, faceva i regali di Natale ai più poveri e giù chi più ne ha più ne metta.
Cioè, diciamoci la verità, non vi emoziona un tipo così, oggi alle soglie del 2024?
Pensando a quei poveracci che lavorano in condizioni pessime nelle multinazionali e ancora oggi sfruttati da gente indegna che pensa solo al profitto?
Or dunque, per questo anniversario fui invitata a cantare presso la magnifica villa del Nostro, oggi proprietà comunale e quindi in preda al più completo degrado.
Eh, sì perché per queste cose culturali in Italia non ci sono mai i soldi!
Fatto sta che mi arriva la solita telefonata.
Pronto Alessandra come stai? Tutto bene?
Senti il 21 settembre avevo pensato a te per l’inaugurazione dei restauri della Villa di Alessandro Rossi a Santorso. Ti piacerebbe fare un concerto per la presentazione di un libro sui progetti di restauro? Saresti libera?
Ma ciao carissima, che piacere questa tua telefonata! Guarda, apro l’agenda e ti dico subito!
Già sentivo una strana sensazione, una specie di allarme latente, di pericolo che latrava dall’inconscio.
E così, aprendo l’agenda, capii ed ebbi un tuffo al cuore. E vidi quello che un musicista non vorrebbe mai vedere…. NOOOOOOO!!!!!
Si concretizzò davanti ai miei occhi il terrore più grande, più immenso, più insostenibile che un artista freelance, come me, possa paventare: la sovrapposizione di date!
Eh sì, perché nero su bianco nella data del 21 settembre 2019 spiccava già la fatidica scritta “concerto”!
Ma p* miseria con tutte le giornate che ci sono all’interno dell’anno! Con tutte le giornate che ci sono all’interno di un mese, con tutte le giornate che ci sono all’interno di un weekend, ma è possibile che ogni volta succede che voi – organizzatori di eventi – scegliete di programmare gli spettacoli tutti nello stesso giorno? In quel momento il sangue mi si gelò nelle vene, lo stomaco si intorcinò come la cima di una corda di una barca a vela tesa dal vento in tempesta e, subito dopo, una vampa di calore mi attraversò tutto il corpo! Borin pensa, Borin pensa, Borin pensa! Non puoi mica perdere un concerto! Non puoi mica perdere un lavoro, non puoi mica perdere i soldi e poi le bollette chi le paga? Devi agire Borin! Devi agire prontamente, altrimenti chiamano un’altra e tu perdi il concerto Giammai! Perché lo so, Alessandro Rossi, vuole me! Vero che tu vuoi me! Vero che vuoi me? 4a Pronto cara, ci sei? Pronto? Pronto?? Pronto Alessandra? Sì, sì ci sono. Scusami, eccomi. E a che ora sarebbe il concerto? Se foste stati presenti in quel lungo momento di silenzio lungo un’eternità, voi avreste visto il vostro soprano freelance preferito con i pugni chiusi avvinghiarsi al telefono tutta tesa, tutta contrita, tutta corrucciata, con le dita incrociate, stare su un piede solo a fare gli scongiuri e pensare: Ti prego fai che sei nel pomeriggio, Ti prego fai che sia nel pomeriggio, Ti prego fa che sia nel pomeriggio! Ma Borin, anche è nel pomeriggio, come cavolo fai a passare da un posto all’altro? Ti rendi conto che è un rischio? Potresti incontrare un incidente, potresti non farcela e mettere a rischio quello per cui hai già dato parola. Con quale cuore ti senti di prendere un impegno del genere? Ti rendi conto che hai uno spettacolo da solista esattamente quella sera, con un altro repertorio? Carissima, la smetti di dare spazio alle paure!! Un poco di irresponsabilità non ti farebbe male ogni tanto! E poi chi non risica non rosica! Vatti a fare un giro fuori da questa testa e lascia fare a me! E, comunque, in qualche modo la Borin se la cava! Si può affittare un aereo, si può affittare un autista, si può rompere il muro del suono, si può ottenere un buono per tele trasportarmi da un concerto all’altro!!! E così, mentre stavo discutendo tra me e la mia coscienza (e l’altra parte che non so chi sia e che si intromette sempre), arrivò la risposta. Cara, giacché l’accesso alla villa è ancora un po’ impervio, pensavamo ad una pomeridiana verso le 17 30. Sì, evviva! In quel momento mi si palesò davanti l’intreccio perfetto che il destino aveva in tessuto per me, il business plan di quella giornata folle: il fato voleva che io facessi entrambi i concerti, il come, poi, lo avrei trovato! Perfetto cara, le 17 30 sono ottimo orario accetto con piacere! Avete già pensato a un programma, vi interessa qualcosa in particolare? Ma che razza di domande sono? Lo sai Alessandra che quando fai queste domande alla gente che non ne sa di musica rischi che ti sparino delle ca* fotoniche, ancora non hai imparato? Alla tua età! Ancora no?
Ma cosa dici?! Si tratta del committente gli dovrai pure chiedere se ha in mente qualcosa di particolare magari, riesci ad accontentarlo!
Beh, cara, parliamo del restauro della villa, non so che cosa potresti creare: ti faremo portare un buon pianoforte nella sala dell’affresco, l’unica per ora agibile, per il resto pensaci tu. Allora ci sentiamo per i dettagli. Grazie, buona giornata!!

Chiusa la telefonata ebbi un respiro di sollievo! Evviva un altro concerto tutto per me dove potrò esprimere la mia creatività!
Ti sfido io a cercare qualcosa inerente col restauro, insomma note e cazzuola non è che siano proprio facili da coniugare!! Ma dai, ora ci arrivo…
Borin pensa, Borin pensa, Borin pensa, Borin pensa a qualcosa che dall’antico è stato ripristinato e riportato in auge.
Borin pensa, Borin pensa, Borin pensa, e pensa che ti ripensa, trovai la soluzione!
Sperduto negli scaffali della mia nutrita biblioteca, lì in fondo, solitario e dimenticato, trovai il libro del Parisotti. E voi direte chi cavolo è?

Si tratta di una pregevole raccolta di aree antiche che tale signor Parisotti riarmonizzò alla moderna per il pianoforte.
Borin, ma che cavolo dici? È proprio un orrore lo sai vero che cosa direbbero i barocchisti in proposito? Direbbero si tratta di un’orrenda raccolta di arie antiche deturpata da un’armonizzazione pianistica quando il pianoforte dovevano ancora inventarlo e che le rende un ibrido musicale lontano dalla filologia!!
Un orrore, un abominio che viene usato da quei cialtroni dei cantanti lirici in conservatorio che hanno l’idea che la musica antica sia più facile!
Senti cara, pènsatela come vi pare ma in questo momento non mi sembra il caso di fare i filologi e di far litigare il pensiero lirico con quello barocco!
Qui bisogna portare a casa il concerto. Si tratta di un restauro musicale? Sì!
Parisotti creò anche dei falsi storici? Sì!
E poi se anche la Bartoli ci ha fatto dei concerti, perché io non posso? Quindi stai zitta inutile coscienza filologica, e Parisotti sia!
È così fu che tra discussioni interne, ansia per il futuro, incastri di prove, studio matto e disperatissimo arrivò il mitico 21 settembre 2019!

Giunta alla villa elegante e allo stesso tempo sobriamente Liberty del signor fu Rossi compresi immediatamente la personalità magnanima, posata e illuminata del padrone di casa che all’ingresso della porta principale della sua dimora, nonostante le sue ricchezze e fortune non mise dei leoni, ma delle pecore, in omaggio alla lana che egli stesso produceva nella sua fabbrica: la mitica Lanerossi!

Il mio concerto avvenne sotto l’egida di un bellissimo affresco di eteree fanciulle danzanti mentre io stessa concretizzavo con la voce le storie di ninfe e i pastori innamorati e saltellanti in un Arcadia sempreverde tipica delle aree antiche.

Vestito, trucco, presentazione della Borin, applausi, concerto, applausi, foto di rito, saluti… ancora saluti, sorrisi – il cuore freme, ma si deve finire.

Mi allontano gentilmente e con calma scalpitante dopo aver stretto le mani a tutti e accarezzato le pecore dell’ingresso ed essermi fatta una foto con loro.

Entro in auto con i miei fiori (bottino di guerra) accendo macchina con il sorriso stampato sulla faccia e, come Wonder Woman, immediatamente mi trasformai in una pilotessa di Formula 1 lanciando la mia mitica tre porte a tavoletta verso il concerto che avevo a 70 km di distanza!!

Invocando tutte le energie positive dell’universo, pregai di non trovare intoppi e guidando come i personaggi della corsa più pazza del mondo di Anna Barbera e Warner Bros iniziai a ripassare a mente i passaggi musicali del concerto successivo!
Volete sapere come andò a finire?
Beh arrivai in tempo e tutto si svolse perfettamente in quel concitato 21 settembre 2019.
Mi beccai doppia razione di applausi e doppio cachet – mitica la Borin – anche per sto mese è andata (Ho pensato)!!! Applausi.
È il secondo incontro?
Beh, che dire una delusione!
Dopo mesi e mesi di studio, ricerca e lavoro per creare uno spettacolo sulla vita di Alessandro Rossi in cui me ne innamorai ancor più follemente, dopo mesi e mesi di incontri per creare un’unione perfetta tra danza, teatro e canto; dopo mesi e mesi per la compilazione di progetti e bandi, e burocrazia varia, il lavoro presentato venne considerato bello ma troppo costoso e quindi, mai si realizzò.

Tengo ancora tutto il faldone di carte per ricordo e lo spettacolo resta, resta come la gran parte dei progetti, sospeso nel mondo delle idee in attesa dell’occasione giusta per incarnarsi poi, nel mondo reale.
Onestamente mi dispiacque più per Alessandro Rossi che per me, come per tante illustri persone del passato che hanno saputo creare mondi d’avanguardia etica, credo che egli meriti un posto migliore di una semplice statua in mezzo a una piazza.

Penso che sia giusto che qualcuno diffonda, racconti e canti ancora della sua incredibile vita!

Alla prossima!!!

Picture of Alessandra

Alessandra