62. La caramella irriverente

Preferisci ascoltare il podcast? Eccolo qui, letto da me:

Nella vita di un soprano freelance, come me, le avventure non sono mai finite!
Eh, no! Mi fa piacere farvi sapere che io sono una miniera di avventure!
Eh sì, quante me ne sono successe di situazioni incredibili, singolari, eccentriche, multicentriche, pazzesche!
In una parola si chiama “esperienza”, anzi una mostruosa esperienza!
Ed eccoci, dunque, giunti ad una nuova ennesima puntata di vita da soprano e, curiosoni, vi domanderete quale sarà l’argomento di oggi? Eccovi accontentati!
Beh, mi piaceva oggi rendere onore ad una fan di quasi tutti i miei concerti.
Una presenza fissa che non è una persona, ma una cosa.
È un oggetto piccolo, di equivoca essenza o di dubbia natura, un oggetto bivalente, dalla doppia personalità: tanto innocuo nelle mani di un bambino quanto letale e micidiale nelle mani di un attempato spettatore… o anche viceversa! Dipende!
Eh, dipende dall’uso che se ne fa, come per tutte le cose.
Essa può nutrire, placando i succhi gastrici impazziti per la fame e nel contempo avvelenare le orecchie… sì, nello stesso momento nella stessa sala da concerto essa può avere questa ambivalenza!
Di cosa sto parlando? Ma naturalmente della caramella! Povera caramella!

Nella vita di un Soprano freelance (e non solo) la caramella ha un ruolo molto importante perché essa è una cara amica, c’è nei momenti del bisogno quando hai quel “tillico”, quel piccolo pizzicorino alla gola da placare, essa è disponibile, sempre pronta versatile.
Al miele è quella ti aiuta se hai un po’ di secchezza delle fauci, è all’acido ialuronico se vuoi nutrire le corde vocali debilitate dalla tosse che ti hanno “pettato” (termine dialettale veneto, sta per appiccicato) in treno, è alla liquirizia è un pochettino di si alza la pressione di pressione perché hai saputo dietro le quinte tra collega e direttore che non avresti dovuto conoscere.
Ma essa diventa una nemica quando vien contrabbandata nelle borse durante un concerto!
Io proporrei come accade per l’ingresso agli aeroporti di attivare un servizio di controllo a tutela degli artisti, un Candy-detector per queste armi acustico contundenti, per salvare i pianissimi su cui hai studiato per mesi.
E poi, credo, sia invidia, infondo essa è li tutta sola, piccola nel suo senso di inferiorità, e vuole partecipare anche lei, volendo sovrastare con la sua roboante personalità sonora anche lo strumento solista.
Appello a tutte le caramelle del pianeta: se avete piacere di essere invitate sul palcoscenico, potete chiedere una normale audizione come tutti noi!
E invece no, essa è una clandestina, si mimetizza tra il pubblico. Essa è crudele, sadica, vendicativa! E’ solo quando si crea la magia, quella meravigliosa nuance tra suoni e voci che essa s’intromette con tutta la sua veemenza volendomi scalzare nel pianissimo e continuando imperterrita a insistere! Aiuto!!!

Ovviamente facciamo i doverosi distinguo, né di tutta l’erba un fascio.
Io mi riferisco a quelle, che hanno la cartina rumorosa che viene scartata lentamente per paura di fare rumore e di disturbare il concerto creando così un fastidiosissimo…… che come un gesso sulla lavagna fa accapponare la pelle.
E la tortura dura a lungo, sempre più a lungo perché… no!!! Non basta scartare la caramella e fare un terremoto in sala! No!
Bisogna anche ripiegarla, la cartina!!!


Mi piacerebbe sapere quale arcana ragione, quale istinto primordiale porta alla necessità di ripiegare la suddetta cartina!!!! Ma perché, perché devi piegare di nuovo la cartina e ricominciare a fare rumore?
E soprattutto, perché c’è questa necessità impellente necessità nella borsa, riaprendo la zip che avevi appena chiuso? Che neppure un treno merci fa questo casino! Perché?

E, poi, ditemi, ditemi tutta questa mania dell’ordine vi viene ascoltando musica classica?
Ma se proprio c’è bisogno di ciucciare qualcosa durante un concerto? Non si può scartare prima a casa e mettertela in una … non lo so, avvolgertelo in un fazzoletto? In un piccolo contenitore non rumoroso?
Come? Beh, sì, io faccio così!! Io so cosa vuol dire avere questa cartina di sottofondo!
Io che sono un artista, non contrabbando caramelle, non rovino i pianissimi ai colleghi che so quanto ci vuole a studiare!
Io non boicotto un concerto altrui che magari ha pure l’ingresso gratuito! Eh, no!
Non sto esagerando! Ma sapete quanto cosa si editing una caramella irriverente?
Il lavoro che c’è in più per camuffare queste interferenze sonore?
Lo sapete! No, che non lo sapete, è un lavoro mostruoso!!!
Eh, va bene, ammetto che a volte ci possa essere la necessità di scartare una caramella.
Magari a causa di un po’ di fame oppure per quel fastidiosissimo “tillico” alla gola che causa quei colpi di tosse cadenzati, rigorosamente fuori e tempo e sempre nei momenti di pathos e nei pianissimi… perfetti anche loro per rovinare la registrazione del concerto e farci pagare il doppio di editing al fonico!!!

Ma la caramella irriverente non è sola!!!
Essa ha una degna sorella gemella, anzi un fratello, che arriva soprattutto nei concerti estivi: il ventaglio della nonna!
Quello originale, con le stecche in legno che si tira fuori per le occasioni importanti!

Ventaglio orrendo! Orrendo oggetto che viene sbatacchiato ad un ritmo che non coincide mai con quello del brano che stai cantando e che rischia buttarti fuori tempo!
Oh, tu donna accaldata, non intrometterti nel brano che sto cantando! Ma non te ne rendi conto del baccano che fanno quelle malefiche stecche?
Ma smettila, ma basta, ti prego, mi stai rallentando! No, no, no! Aiuto!!!

Noi artisti apprezziamo il nostro pubblico italiano così creativo e interattivo, specialmente quando lascia acceso anche il telefono… … e tu che per ore hai studiato quel pianissimo e l’hai pure fatto bene, ma c’è lui… lo smemorato che con la sua orribile suoneria si intromette nel concerto senza aver fatto l’audizione!!!
Ingiustificabile maleducato!!!


Maestro, musica!!!!
E quindi? Che dire…???
Dico che mi sono finalmente liberata da un rospo e tra un’ironia e un sorriso l’ho detta”! Quando venite ad un concerto niente caramelle, ventaglio silenzioso e cellulare spento!
Ci siamo capiti? Vero?

Alla prossima!!!!

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Alessandra